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27/10/2021
Gli abiti da sposa più iconici di sempre
Dal passato al presente
  
L’abito da sposa ricopre un ruolo importante: enfatizzare la sposa nel suo magico giorno e rispecchiarne le caratteristiche.

Nel corso della storia, gli abiti per questo giorno importante hanno spesso rispecchiato i tempi, e uno sguardo alle celebrità ce lo dimostra: dall'abito da sposa del dopoguerra della regina Elisabetta, realizzato con tessuto acquistato con le tessere annonarie, a Bianca Jagger che è stata l'epitome dello stile anni '70 quando ha sposato Mick Jagger in un completo giacca-gonna bianco, e, naturalmente, lo stravagante abito degli anni '80 della principessa del Galles, Diana, completo di strascico lungo 7 metri (ancora il più lungo nella storia del matrimonio reale).

Negli ultimi anni, le celebrità come Hailey Bieber e Zoë Kravitz hanno offuscato il confine tra look da passerella all'avanguardia e opzioni nuziali contemporanee, il più delle volte indossando più di un abito durante il loro giorno. Le due sposine precedentemente nominate si sono rivolte a designer come Alexander Wang e Virgil Abloh per creare abiti su misura, con dettagli moderni, ma in linea con il tradizionale abito bianco, per il quale dobbiamo ringraziare la Regina Victoria, che per prima camminò verso l’altare vestita di questo colore.

Vediamo ora alcuni degli abiti più iconici di sempre.


Regina Victoria

Regina Victoria


Partiamo da Regina Victoria. Il suo abito rientra tra i più iconici, non tanto per l’abito in sé, ma perché ha dato il via alla tradizione dei matrimoni bianchi e degli abiti da sposa bianchi. Non fu la prima reale a sposarsi in bianco, ma le spose della prima metà del XIX secolo in genere preferivano vestiti di broccato pesante, ricamati con filo bianco e argento, con il rosso che era un colore particolarmente popolare nell'Europa occidentale più in generale.

Regina Victoria indossò un abito di raso bianco realizzato da Mary Bettans, e rifinito con una profonda balza e rifiniture di pizzo fatte a mano nel Davon, dimostrando il supporto per l’industria artigianale inglese del periodo. I fiori d'arancio, simbolo di fertilità, che adornavano il vestito furono utilizzati anche come ghirlanda, indossata da Victoria al posto di una tiara sopra il velo. Il velo si abbinava alla balza del vestito ed era lungo quattro metri.

La regina Vittoria descrisse così la sua scelta dell'abito nel suo diario: "Indossavo un abito di raso bianco, con una profonda balza di pizzo Honiton, un'imitazione di un vecchio disegno. I miei gioielli erano la mia collana e orecchini di diamanti turchi e la bellissima spilla di zaffiro del caro Albert.”


Regina Elisabetta II

Regina Elisabetta II

Il matrimonio della regina Elisabetta d’Inghilterra e del Principe Filippo di Edimburgo fu celebrato nell’abbazia di Westminster il 20 novembre 1947. Prima dell'abito da sposa di Kate Middleton, di quello firmato Givenchy di Meghan Markle, c’era lui: l'unico e solo abito da sposa della Regina Elisabetta. Un esempio di cura, bellezza e moda discreta e delicata, che ha fatto la storia.

L'abito da sposa della Regina Elisabetta è stato disegnato da un royal designer tra i più amati dalla famiglia reale, ovvero Norman Hartnell. Tutto l'abito parlava di Inghilterra: dalle decorazioni come le rose di York, passando per la scelta dei tessuti che furono scelti all’interno del regno. L'abito da sposa della Regina Elisabetta è in seta duchess scozzese in avorio. Sull'abito ci sono 10 mila perle e cristalli, tutti rigorosamente cuciti a mano.

Prima di arrivare alla versione finale, ci sono voluti 12 bozzetti diversi. Lo stilista si è ispirato al mood del dipinto della Venere del Botticelli per la versione finale, poi scelta dalla Regina. Anche i simboli ricamati sul vestito - spighe di grano, fiori a forma di stella - sono simboli di rinascita. Tra un bozzetto e l'altro il tempo passava. E così la Regina Elisabetta si è ritrovata a 3 mesi dal matrimonio reale senza abito. Ci sono volute 350 ricamatrici per riuscire nell’impresa.

Lo strascico del vestito da sposa è lungo quattro metri e mezzo; sulla schiena ci sono 22 piccoli bottoni a chiudere un abito elegantissimo, anche se piuttosto scollato sul davanti per l’epoca. Il velo di tulle di seta era tenuto in posizione con la tiara, presa in prestito dalla Regina Maria.


Grace Kelly

Grace Kelly

Grace Kelly sposò il Principe Ranieri di Monaco nel 1956. Il modello indossato é semplice e rispecchia la moda americana dell'epoca: per questo la stampa locale lo definirà “Regale ma non superbo”. Con maggiore spirito di critica possiamo dire che ha segnato profondamente la moda sposa anni 50 e di oggi. Infatti, anche l’abito di Kate vi prende spunto.

Il capo è realizzato da una delle costumiste più importanti di Hollywood, Helen Rose, che segnò profondamente il glamour delle dive americane. Helen realizza per Grace anche l’abito per la cerimonia civile. I modelli esaltano la sua eleganza e raffinatezza, con molta discrezione. La costumista è fedele al suo stile, già celebre sul grande schermo. 

Per realizzare l’abito ci sono voluti l'aiuto di 35 sarte e 6 settimane per confezionarlo. Sono stati utilizzati 24 metri di taffetà di seta, altrettanti di gros de longre e 270 metri di pregiato pizzo Valenciennes. Il modello è tagliato in vita con una fascia: doppia gonna e un leggero strascico, e un doppio corpetto. Spiccano le maniche di pizzo, colletto alla coreana e i numerosi bottoncini centrali. Grace Kelly completa l'abito da sposa con il velo di tulle di seta orlato da trine, che scende dalla calotta ricamata di perline.


Audrey Hepburn

Audrey Hepburn

Audrey Hepburn indossò il magico abito da sposa ben tre volte, nonostante i due matrimoni.

Il primo infatti, non lo indossò all’altare in quanto decisero di annullare il matrimonio qualche settimana prima. Non avendolo indossato, decise di donarlo ad una sposa italiana che non poteva permetterselo. Il secondo abito fu quello per il matrimonio con Mel Ferrer, collega attore e regista americano, nel 1954. L'abito che indossò è da allora uno dei più famosi e imitati di tutti i tempi, un'opera d'arte firmata Pierre Balmain. Si trattava di una veste in satin tea-lenght - così soprannominata perché era la lunghezza che le donne indossavano nei saloni all'ora del tè - con gonna da ballerina, collo alto, bottoncini, lunghe maniche a sbuffo e un fiocco in vita. Invece di un velo, Hepburn portava delle rose tra i capelli.

Il matrimonio con Ferrer durò quattordici anni nel corso dei quali nacque un unico figlio, Sean. L'anno dopo il divorzio ufficiale, la Hepburn si risposò: il suo secondo marito era lo psichiatra italiano Andrea Dotti, con cui si unì in matrimonio nel 1969. Questa volta la futura sposa si rivolse a un altro abile designer, il francese Hubert de Givenchy.

Givenchy creò per la Hepburn un abito da sposa dal design sobrio e la tonalità rosa pallido, a maniche lunghe e scollatura a imbuto, abbinato a collant bianchi, ballerine bianche, guanti e foulard coordinato. Era la quintessenza della moda anni Sessanta di allora, una lezione di stile destinata a restare incisa nel tempo.


Lady Diana, Principessa del Wales

Lady Diana

Lady D. tenne nascosto fino al giorno delle nozze il suo abito (fu, difatti, il segreto più gelosamente custodito nella storia della moda). Il 29 luglio 1981 una giovanissima Lady Diana Spencer convolava a nozze con il principe Carlo in una sontuosa cerimonia alla Cattedrale di Saint Paul con un abito che aveva tutte le carte in regola per diventare parte di una favola moderna.

Il compito di immaginare l’abito destinato alla leggenda toccò alla coppia di stilisti neanche trentenni, David ed Elizabeth Emanuel. Gli Emanuels erano conosciuti per lo stile romantico ricco di balze e lustrini. Per essere all’altezza della situazione si buttarono a capofitto nei ritratti del pittore inglese Thomas Gainsborough e nelle immagini dei più celebri royal wedding del passato – dalla regina Vittoria alla regina Mary – passando per i film preferiti di Elizabeth: Il Gattopardo, Via col vento e Barry Lyndon.

Per valorizzare l’incarnato della sposa fu scelto un taffetà di seta color avorio, che donò anche un tocco vintage all’abito. L’abito che vediamo nelle fotografie è il frutto di oltre quindici prove. Solo per realizzare il sottogonna furono necessari 90 metri di tulle, nulla se confrontati al velo per cui se ne impiegarono 140. Per l’abito sono state utilizzate 10.000 perle e paillettes madreperlate, alcune delle quali necessarie ad adornare un ombrello coordinato che non è stato usato nonostante il meteo avesse minacciato pioggia. Tuttavia ciò che rende memorabile l’abito di Diana non sono solo le maniche a sbuffo e l’immensa gonna effetto «meringa» ma anche lo strascico di 7,62 metri, che lo rende il più lungo nella storia dei matrimoni reali: un record ancora imbattuto dopo quasi 40 anni visto che nessuna sposa royal si è azzardata a sfidare il mito. All’epoca venne valutato per un valore di 151.000 sterline, circa 179.000€.


Priscilla Presley

Priscilla Presley

Il matrimonio tra il re del rock Elvis Presley e Priscilla Beaulieu fu un dei matrimoni più discussi della storia, e non solo per la fama dello sposo. Nessuno seppe del matrimonio fino al giorno stesso in cui venne celebrato, in modo semplice e con poche persone.

Priscilla acquistò il suo abito da sposa in California per circa 300 dollari. Tempo dopo, sorrise leggendo le storie sui giornali e sulle riviste di gossip in cui si diceva che lo aveva disegnato lei l’abito. Non era così, anche se aveva apportato alcune modifiche, come l'aggiunta di uno strascico di due metri. Priscilla indossava un abito babydoll realizzato in semplice organza bianca, rifinito sulla scollatura con perle, con maniche lunghe in pizzo. Un diadema a due strati teneva un velo di tulle lungo meno di un metro.


La Duchessa di Cambridge - Kate Middleton

Kate Middleton

La Duchessa di Cambridge si affida alle mani di Sarah Burton, direttore creativo di Alexander McQueen.

Kate desiderava un vestito che combinasse tradizione e modernità; il corpetto, infatti, si ispira alla tradizione vittoriana della corsetteria essendo molto stretto in vita e leggermente imbottito sotto la parte centrale, segno distintivo anche dello stile di Alexander McQueen. La gonna, invece, ispirata a un fiore, era ampissima, da vera principessa e costituita da diversi strati. La gonna ampia possedeva uno strascico lungo 2 metri e 70 centimetri. È celebre la foto che vede Kate in procinto di entrare nell'Abbazia di Westminster seguita da sua sorella Pippa che sorregge lo strascico. Sul retro l'abito di Kate era dotato di ben 58 bottoni ricoperti di gazar e organza. L'applicazione in pizzo sulla gonna e sul corpetto dell'abito è stata realizzata a mano dalla Royal School of Needlework. Le sarte hanno usato la tecnica di lavorazione del merletto Carrickmacross, nata in Irlanda all'inizio dell'Ottocento. I fiori di pizzo sono tagliati a mano - rose, cardi, narcisi e trifogli - e aggiunti su tulle di seta avorio. Il corpetto, la gonna e il bordo della sottogonna sono stati creati con un pizzo chantilly inglese e francese. L'abito è stato indossato con un velo composto da strati di tulle avorio e la tiara Halo di Cartier, presa in prestito dalla regina Elisabetta.


La Duchessa di Sussex - Meghan Markle

Megan Markle

L’abito che Megan Markle ha indossato per il suo matrimonio é diventato uno degli abiti più richiesti nel 2021. È stata la designer britannica Clare Waight Keller, direttrice artistica della griffe francese Givenchy, a disegnare l’abito della Duchessa. Una scollatura a barca che lascia scoperte le spalle contraddistingue la creazione, sculturea nei suoi volumi essenziali, in un bianco puro. Le maniche sono a 3/4, il corpetto estremamente pulito, con il punto vita ben segnato dalla linea a clessidra, il tutto arricchito dal velo, lungo 5 metri, leggerissimo e quasi impalpabile, solo lievemente ricamato lungo i bordi.

Il velo rappresenta la flora caratteristica di ciascuno dei 53 paesi del Commonwealth, in una sorta di bouquet continuo altamente simbolico: un'idea nata da un preciso desiderio espresso proprio da Meghan, che ha aggiunto, di sua iniziativa, due ulteriori fiori: un calicanto d’inverno, come quelli che crescono davanti al cottage di Kensington Palace dove lei ed Harry andranno a vivere, e un papavero della California, per non dimenticare le origini statunitensi della sposa. Il bordo, dunque, è ricamato con fiori realizzati a mano in fili di seta e organza, ricamo per il quale le sarte hanno lavorato centinaia di ore, osservando l'accortezza di lavarsi continuamente e con attenzione le mani per non correre il rischio di sporcarlo.

La tiara che trattiene il velo, invece, è la cosiddetta tiara Queen Mary, appartenuta alla regina Maria, moglie di Giorgio V e nonna della regina Elisabetta: fu realizzata nel 1932, inglobando al suo centro un fermaglio datato 1893. L’abito in cady di seta, che si potrebbe definire neo-minimal, era perfettamente in linea con lo stile semplice ma sofisticato che caratterizza Meghan. Firmate Givenchy Haute Couture anche le scarpe bianche in duchesse di seta, e gli abiti delle sei damigelle.


Chiara Ferragni

Chiara Ferragni

Chiara Ferragni, è l’influencer italiana più conosciuta al mondo, che esordì pubblicando gli outfit che indossava ogni giorno. Avendo fatto dei suoi look una fortuna, sapevamo che il giorno delle sue nozze non sarebbe passata inosservata. La fashion blogger ha, infatti, indossato per il suo giorno speciale, non uno, bensì tre abiti disegnati personalmente da Maria Grazia Chiuri, direttrice creativa della maison Dior.

La Ferragni fa la sua apparizione sulla navata indossando una tuta crochet, adornata da un'ampissima gonna di tulle con lungo strascico e spacco centrale nascosto. “Abbiamo creato una tuta crochet che ricorda il lavoro artigianale tipico dell’Italia e della Francia meridionale,  fortemente legato alla tradizione femminile.”, ha detto la stilista di Dior. L'abito da sposa si ispira alla tradizione italiana che accomuna la sposa e la stilista: per realizzarlo ci sono volute più di 1600 ore di lavoro e 400 metri di tessuto.

Il secondo abito è per la cena, alla quale si presenta con uno splendido abito color cipria, caratterizzato dalla gonna in tulle personalizzata in cui sono ricamati tutti i simboli che rappresentano i “Ferragnez”, la coppia creata da lei, Chiara Ferragni, e suo marito Fedez, Federico Lucia. “Credo sia importante creare abiti che si adattino ai bisogni di chi li indossa,” spiega Chiuri. “Per me questo è il senso della contemporaneità. Non mi piace l’idea di imporre un abito impossibile da indossare. Credo fermamente che la moda dovrebbe adattarsi, farti sentire sicura e forte, cosa praticamente impossibile se non ti senti a tuo agio.”

Infine, per la festa dopo cena, Chiara ha asportato la gonna dell'abito precedente, sostituendola con una corta stile ballerina, dando così vita ad un outfit più sbarazzino: un minidress.


Hailey Bieber

Hailey Bieber

Hailey Bieber è una modella americana celebre per le sue campagne per, citandone solo alcuni, Tommy Hilfiger, Versace e Gucci.

La regola empirica per gli abiti da sposa introdotta recentemente dalle celebrità sembra essere: più grande è il matrimonio, più completi verranno indossati. Ed Hailey sicuramente si é attenuta a questa regola, programmando 6 abiti per il suo matrimonio.

Il primo abito, per la cena di prova fatta la sera prima della cerimonia, era una versione rivisitata di un abito da sposa: un minidress con corsetto creato su misura da Vivienne Westwood. É stato realizzato con un tessuto di seta, color avorio, prodotto biologicamente, in modo ecologico e senza crudeltà.

Concentriamoci ora sul giorno del matrimonio. La signora Bieber ha indossato un abito da sposa, due abiti da cerimonia, più una giacchetta in pelle, personalizzata, a fine serata.

Il suo abito da sposa è stato realizzato appositamente da Virgil Abloh, designer di Off-White, che, conosciuto per le sue linee alternative, ci ha sorpreso con un abito molto tradizionale. Presentava intricati ricami in pizzo, un taglio in stile sirena e un corpetto con stecche. Ma i particolari non potevano mancavano: maniche lunghe fino quasi alla punta delle dita, una scollatura sulla schiena con un bordo in pizzo e un inserto in rete, elaborati ricami con le perle e, dulcis in fundo, una scritta sul lungo velo in tulle: "till death do us apart" (finché morte non ci separi).

Per la cerimonia Hailey ha optato per un abito personalizzato di Vera Weng, creato in una charmeuse di seta color avorio chiaro, che presentava un collo asimmetrico ad anello, una scollatura profonda sulla schiena con un incrocio ed una manica drappeggiata a mano. Da menzionare é il fatto che abbia abbinato a questo magnifico abito una scarpa da ginnastica in modo da godersi la serata di ballo.

Il secondo abito da cerimonia é una creazione personalizzata di Ralph & Russo, etichetta londinese. Bieber ha abbinato l'abito lungo fino al pavimento - che presentava una scollatura all'americana, una cravatta a fiocco sul retro del collo che le drappeggiava lungo la schiena, uno spacco alto fino alla coscia e una leggera arricciatura intorno alla vita - con un semplice paio di Jimmy Choo con cinturino. Mentre alcuni sposini optano per un cartello "appena sposati" sul retro di un'auto nuziale, Bieber ha optato per una giacca in pelle di Celine, con la parola "Wife" dipinta a mano e impreziosita sul retro, per creare il suo ultimo outfit del giorno.

Il sesto outfit, programmato per il giorno dopo le nozze, è un blazer oversize bianco e pantaloni larghi abbinati, completato da una bralette bianca.